You are here: Home Cosa succede La PA italiana diffida del software aperto
Document Actions

La PA italiana diffida del software aperto

by Andrea Baglioni last modified 2006-06-05 12:03 punto-informatico.it

L'autore, S. Brunozzi, analizza le cause che hanno ritardato l'adozione di software aperto all'interno delle PA italiane.

Generalmente parlando, ogni scelta ruota intorno ai seguenti concetti chiave:

  1. Diffidenza
  2. Inerzia
  3. Certificazione
  4. Responsabilità
  5. Interazione sociale
  6. Dati ( ICRI )

Mi servirò di un esempio di fantasia per illustrare bene come questi fattori intervengano nel processo decisionale.
Immaginiamo la PA di un comune, che possiede una manciata di server con caratteristiche hardware diverse, e sistemi operativi diversi (di solito si gira intorno a Windows 2000 server, Windows 2003 server, SuSE, Red Hat, a volte AIX di IBM).

In ambiti come questo alcune grandi aziende italiane e straniere la fanno da padrone, tagliando fuori piccole e medie imprese o gruppi di professionisti; queste grandi aziende adottano quasi sempre soluzioni proprietarie, seguendo un modello di business collaudato e spesso remunerativo.

Vediamo ora come i fattori DICRID (Diffidenza, Inerzia, Certificazione, Responsabilità, Interazione, Dati; è una sigla coniata al momento) intervengono nei vari stadi decisionali.

Nella PA ogni scelta di rilievo comporta delle Responsabilità per le persone al vertice della scala gerarchica, ovvero dirigenti e tecnici "EP" (Elevate Professionalità), ma anche per tecnici di rango inferiore.
Trovandosi spesso di fronte un sistema informativo già installato e funzionante, l'eventuale scelta di apportare delle modifiche (adottando ad esempio una piattaforma FLOSS) viene valutata con Diffidenza , facendo pesare molto la propria responsabilità in caso di malfunzionamenti. Effettivamente va mossa una critica al mondo FLOSS: per vari motivi (il principale: mancanza di tessuto aziendale fertile in campo FLOSS) la qualità dei software FLOSS e le garanzie di assistenza non competono bene con soluzioni spesso più costose, ma affidabili.

Le grandi aziende di questo tipo forniscono una affidabile Certificazione di ciò che viene installato, cosa che mette al riparo i funzionari pubblici da una consistente fetta dei pericoli relativi alla gestione dei dati e alla loro eventuale perdita. Una piccola azienda non può fornire "assicurazioni", né tantomeno disporre della massa critica per gestire bene situazioni di emergenza. La eventuale gestione di Certificazione comporta inoltre delle spese ingenti, non sostenibili da piccole aziende.

L'esistenza di software già in uso, di hardware già acquistato, di contratti di assistenza software di durata pluriennale, di personale già abituato ad una certa interfaccia e ad una certa procedura, fa sì che l'introduzione di nuove tecnologie possa essere fatta solo con estrema cautela e lentezza, contrastando con pazienza l' Inerzia del sistema attualmente in uso.

La presenza di software proprietari, che spesso utilizzano formati di dati chiusi, impedisce di poter fornire una soluzione alternativa parziale. Non è possibile ad esempio proporre una piccola soluzione per un piccolo settore, dato che tutti i dati sono fortemente interconnessi, e basati su piattaforme software e DBMS proprietarie.

I Dati , poi, rappresentano un ulteriore problema: come gestire tutti i dati esistenti? Come convertirli o migrarli verso una nuova piattaforma? Come certificare che il trasferimento è avvenuto senza problemi? Come rispondere ad eventuali violazioni?

I vari funzionari pubblici che vengono coinvolti, a diversi livelli, nelle decisioni, devono poi tenere conto delle diverse Interazioni sociali che intervengono in un ambiente di lavoro, interazioni spesso sottovalutate in qualsiasi progetto IT. I funzionari, abituati a quella interfaccia o a quella procedura, possono ribellarsi a qualsiasi cambiamento; i tecnici che si devono occupare della gestione dei servizi informatici possono opporre resistenza a nuove soluzioni tecniche, che comportano il bisogno di aggiornare le proprie competenze; in generale, qualsiasi innovazione comporta sempre delle reticenze, che possono essere giustificate solo nel caso in cui si tratti del "solito software" che necessita di aggiornamento (e quindi un cambiamento inevitabile, da accettare e basta).....

Link alla notizia: http://punto-informatico.it/p.asp?id=1488173&r=PI


Immagine Footer