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Resuscitare i vecchi PC grazie alle distribuzoni Lite

by Massimo Azzolini last modified 2006-05-12 10:44 [javaopenbusiness.it]

L’obsolescenza tecnologica ed il ciclo di vita dei prodotti sono sempre più rapidi. Perché quindi non “resuscitare” il vecchio PC e continuare ad usarlo anche con le applicazioni più recenti?

Sono numerosi i sistemi operativi cosiddetti “leggeri” che possono essere installati anche su macchine dalle ridotte capacità di calcolo e che consentono di utilizzare suite come per esempio Open Office (www.openoffice.org).

Un esempio di tali sistemi operativi è Ubuntu Lite (www.ubuntulite.org), l’ultima versione di GNU/Linux che però ha un “peso” particolarmente ridotto: l’immagine ISO da masterizzare pesa solo 400Mb e può essere installato su PC a partire da un Pentium 200Mhz con 64Mb di Ram e 1,3Gb di spazio su disco. Un ulteriore pregio di questa distribuzione è che esssa non è stata costruita con l’approccio classico che consiste nell’assemblare un sistema nuovo, ma il nuovo sistema operativo è creato a partire da Ubuntu, alleggerendolo e rendendolo più “agile”. L’idea di questo progetto la dobbiamo allo sloveno Matic Ahacic che cura lo sviluppo del codice e la selezione del software allegato.
Ubuntu Lite è però un progetto appena nato ed un utente poco pratico di Linux potrebbe incontrare qualche difficoltà di installazione e di configurazione. Ciononostante contiamo di vedere presto una versione più semplice da installare e magari utilizzabile facilmente anche da neofiti.

Ubuntu Lite non è però la sola ad aver avuto questa idea: la concorrente principale è Xubuntu. Questa distribuzione è ancora in versione beta e sul sito https://wiki.ubuntu.com si può partecipare alla scelta del logo e della gamma di colori oltre che (ovviamente) contribuire allo sviluppo del software.


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