Resuscitare i vecchi PC grazie alle distribuzoni Lite
L’obsolescenza tecnologica ed il ciclo di vita dei prodotti sono sempre più rapidi. Perché quindi non “resuscitare” il vecchio PC e continuare ad usarlo anche con le applicazioni più recenti?
Sono numerosi i sistemi operativi cosiddetti “leggeri” che possono essere installati anche su macchine dalle ridotte capacità di calcolo e che consentono di utilizzare suite come per esempio Open Office (www.openoffice.org).
Un esempio di tali sistemi operativi è Ubuntu Lite (www.ubuntulite.org),
l’ultima versione di GNU/Linux che però ha un “peso” particolarmente
ridotto: l’immagine ISO da masterizzare pesa solo 400Mb e può essere
installato su PC a partire da un Pentium 200Mhz con 64Mb di Ram e 1,3Gb
di spazio su disco. Un ulteriore pregio di questa distribuzione è che
esssa non è stata costruita con l’approccio classico che consiste
nell’assemblare un sistema nuovo, ma il nuovo sistema operativo è
creato a partire da Ubuntu, alleggerendolo e rendendolo più “agile”.
L’idea di questo progetto la dobbiamo allo sloveno Matic Ahacic che
cura lo sviluppo del codice e la selezione del software allegato.
Ubuntu
Lite è però un progetto appena nato ed un utente poco pratico di Linux
potrebbe incontrare qualche difficoltà di installazione e di
configurazione. Ciononostante contiamo di vedere presto una versione
più semplice da installare e magari utilizzabile facilmente anche da
neofiti.
Ubuntu Lite non è però la sola ad aver avuto questa idea: la concorrente principale è Xubuntu. Questa distribuzione è ancora in versione beta e sul sito https://wiki.ubuntu.com si può partecipare alla scelta del logo e della gamma di colori oltre che (ovviamente) contribuire allo sviluppo del software.